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	<title>Emergenza KURDISTAN &#187; #NonLasciamoliSoli</title>
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		<title>Rapporti Unicef vs. realtà: cresce l&#8217;impegno FOCSIV nella fornitura del latte in polvere</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 15:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; L’imperativo del nostro impegno qui è sempre lo stesso: mantenere vivo il contatto quotidiano con le persone che ci sono vicine, che vedono nella nostra presenza l’unica via per poter sperare ancora nel recupero della propria condizione: il nostro prossimo sono e continueranno sempre ad essere le mamme, i bambini e i giovani in...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L’imperativo del nostro impegno qui è sempre lo stesso: <strong>mantenere vivo il contatto quotidiano con le persone che ci sono vicine, che vedono nella nostra presenza l’unica via per poter sperare ancora nel recupero della propria condizione: il nostro prossimo sono e continueranno sempre ad essere le mamme, i bambini e i giovani in difficoltà.</strong></p>
<p><span id="more-2278"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni mattina ci sono due punti all’ordine del giorno: il primo è capire cosa succede sulle strade battute dai militari per la liberazione delle grandi aree occupate dai miliziani del califfato; il secondo è passare in rassegna la lista degli impegni quotidiani, spesso soggetta a modifiche ed accorgimenti.</p>
<p>I risultati del lavoro che portiamo avanti tenacemente conferma la bontà della nostra scelta iniziale: fare quanto possibile, con le poche risorse disponibili, per salvaguardare la qualità della vita dei bambini, sostenere la resilienza delle donne, supportare infermi e portatori di handicap.</p>
<p>Distribuiamo pannolini, latte in polvere, medicine, creiamo ambienti di gioco e ricreazione per bambini, organizziamo lezioni di lingue e di informatica; siamo parte integrante del piccolo cosmo di persone che, a migliaia, rivolgono a noi le loro speranze.</p>
<p>Fin dall’avvio del nostro impegno qui in Erbil e Kirkuk abbiamo gradualmente visto crescere, sia tra gli sfollati che nel contesto degli organismi umanitari, la considerazione del nostro lavoro: <strong>quanto facciamo resta una nostra specificità, non contemplata dalle corazzate umanitarie dell’UNICEF e dell’UNHCR.</strong></p>
<p>Il <strong>rapporto nutrizionale UNICEF</strong> aggiornato recentemente <strong>considera come bambini da sostenere solo quelli dai 6 ai 56 mesi, e non spende una virgola per gli infanti ne’ tantomeno per le loro mamme.</strong> Interpellati su tale mancanza, gli ufficiali l’hanno spiegata così: le mamme devono allattare i loro infanti al seno, il latte in polvere è bandito dai dettami ufficiali. Tutto questo senza nessun altro commento. Delle due l’una: o tra i responsabili e gli operatori ufficiali vi è un’assoluta carenza di esperienza di vita reale o – e sarebbe addirittura più grave &#8211; prevale una pietosa accettazione delle regole imposte da chi paga il servizio umanitario e impone i limiti.</p>
<p>A dispetto di questa situazione,<strong> noi siamo ormai diventati i primi referenti per l’emergenza nella distribuzione di cibo a mamme e bambini:</strong> il latte in polvere per i neonati è ricevuto con grande trepidazione da quelle mamme che hanno perso il latte al seno per la vita stressante cui sono sottoposte. Gli stress vissuti dagli sfollati hanno infatti conseguenze terribilmente concrete, che incidono sia psicologicamente che fisicamente: in alcune donne la carenza di latte al seno è un tragico effetto del nervosismo e di un’alimentazione carente ed approssimativa.</p>
<p>In questo contesto così tormentato <strong>il nostro impegno</strong> assume un valore ancora più prezioso: <strong>siamo l’organismo che, fin dall’inizio delle operazioni del 2014, ha fornito latte in polvere, pannolini e materiali indispensabili per la cura dei neonati.</strong></p>
<p><strong>Questo, d’altra parte, significa che ora siamo sotto una forte pressione per continuare a fornire questi articoli</strong>, almeno in questa occasione di grave emergenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terry</p>
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		<title>Fine del corso di taglio e cucito ad Ainkawa 2</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Il sorriso aperto e compiaciuto stampato sui visi delle donne partecipanti suggella nel migliore dei modi il corso di Taglio e Cucito di Ainkawa 2, giunto alla fine. &#160; Il compito finale d’esame è stata la presentazione dei singoli manufatti, realizzati in proprio grazie alle macchine da cucire che sono state consegnate quattro giorni...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il sorriso aperto e compiaciuto stampato sui visi delle donne partecipanti suggella nel migliore dei modi <strong>il corso di Taglio e Cucito di Ainkawa 2, giunto alla fine.</strong></p>
<p><span id="more-2285"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il compito finale d’esame è stata la <strong>presentazione dei singoli manufatti,</strong> realizzati in proprio grazie alle macchine da cucire che sono state consegnate quattro giorni prima della fine degli incontri formativi con la sarta specializzata, signora Kifaa Habib Matti.</p>
<p>L’avvio del corso è stato possibile grazie al contributo da parte di <strong>Mons. Zuppi, arcivescovo di Bologna</strong>, e in poco tempo ha creato un’ondata di grande interesse da parte di oltre 40 signore ospiti del campo Ainkawa 2.</p>
<p>La lista delle aspiranti partecipanti si sta allungando ogni giorno di più, e siamo coinvolti nella ricerca di una fonte per creare <strong>un nuovo filone formativo in questo settore</strong>: siamo alla ricerca di un’ulteriore sarta, con conoscenza e specializzazione nella misura, nella marcatura, nella imbastitura e nella cucitura finale con la macchina da cucire di abiti di uso immediato, il prêt-à-porter fatto in casa. Questo per cominciare, poi, se son rose, fioriranno con eventuali ulteriori ingaggi, se il lavoro viene fatto bene.</p>
<p>In alcuni modelli non sono mancate le trine ai bordi dell’abito oggetto d’esame, un dettaglio che sembra essere un <em>must</em> per ogni abito femminile che sia accettato come utilizzabile.</p>
<p>Il gusto è una componente che si attiva immediatamente nel momento in cui le persone si sentono in grado di gestire le varianti per essere produttrici uniche, irripetibili di modelli che possono attirare l’attenzione e i complimenti dei parenti e dei vicini di container.</p>
<p>Il programma del Taglio e Cucito seguirà il suo corso con grande piacere di molte signore che trovano in questo loro impegno <strong>un ritorno personale, in termini di autodeterminazione e di nuova confidenza in sé stesse, assolutamente insperato ed inimmaginabile fino a poco tempo fa.</strong></p>
<p>Si tratta di una componente fondamentale nel<strong> rafforzamento della resilienza</strong> che ha nelle donne del campo una conferma consolante: la migliore soddisfazione per chi, come noi, lavora per<strong> creare ogni giorno nuove motivazioni, che facciano sentire ogni persona utile a sé e agli altri.</strong></p>
<p>E questo fatto diventa anche la verifica positiva dell’impatto della iniziativa, che per questo sarà portata avanti con molta attenzione anche nei dettagli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terry</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Fine-corso-cucito-finale-con-partecipanti.jpg" rel="PrettyPhoto[2285]"><img class="alignnone  wp-image-2286" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Fine-corso-cucito-finale-con-partecipanti-300x200.jpg" alt="Fine corso cucito, finale con partecipanti" width="248" height="164" /></a>   <a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Fine-corso-cucito-finale-con-lavori-presentati.jpg" rel="PrettyPhoto[2285]"><img class="alignnone  wp-image-2288" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Fine-corso-cucito-finale-con-lavori-presentati-250x300.jpg" alt="Fine corso cucito, finale con lavori presentati" width="136" height="168" /></a>   <a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-1-1.jpg" rel="PrettyPhoto[2285]"><img class="alignnone  wp-image-2268" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-1-1-300x168.jpg" alt="Swing course 1 (1)" width="294" height="165" /></a></p>
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		<title>Inizia il nuovo anno del centro speranza FOCSIV di Erbil</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 15:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cari amici, se agosto in Italia è sinonimo di vacanze in qualche amena località di mare o di montagna, qui ad Erbil, immersi nel “tepore” di una condizione meteo di minimo 43 gradi, è ripreso a pieno regime il nostro lavoro nell’Asilo del “Centro Speranza” FOCSIV. Sono i primi giorni di frequenza per 120 bambini...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,</p>
<p>se agosto in Italia è sinonimo di vacanze in qualche amena località di mare o di montagna, <strong>qui ad Erbil</strong>, immersi nel “tepore” di una condizione meteo di minimo 43 gradi, <strong>è ripreso a pieno regime il nostro lavoro nell’Asilo del “Centro Speranza” FOCSIV.</strong></p>
<p><span id="more-2274"></span></p>
<p>Sono i primi giorni di frequenza per 120 bambini che, con grande foga e urla di gioia, non hanno tardato a prendere le misure degli spazi del Centro, con particolare attenzione a giostrine e altalene. Nelle classi <strong>il lavoro è ricominciato esattamente da dove si era interrotto: stimolare la fantasia dei bambini con disegni a piacimento, che facciano emergere la loro personalità lasciandoli esprimere liberamente</strong>. È sempre emozionante osservare come i bambini riescano a catturare immediatamente ogni prezioso momento di svago, a farlo proprio e a trasformarlo in pura gioia di vivere, assaporandolo fino in fondo.</p>
<p>Sebbene il lavoro svolto nel Centro faccia della condivisione e della collettività i suoi valori portanti, <strong>ogni bambino ha la sua personalità, unica e irripetibile</strong>: questo significa tenere conto in ogni momento delle specificità dei nostri piccoli ospiti, individuando coloro che necessitano di essere seguiti con particolare attenzione. <strong>Aiutare ogni bambino ad essere sé stesso</strong>: sempre questo è lo spirito con cui è iniziato il nuovo anno del Centro Speranza di Erbil.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terry</p>
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		<title>Corso di taglio e cucito ad Ainkawa 2</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 09:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Cari amici, il corso di Taglio e Cucito ideato ed allestito a beneficio delle donne del Campo Ainkawa 2 procede spedito: visto il grande numero di iscrizioni per i prossimi corsi, tutto lascia pensare che anche in futuro sarà un’attività partecipata e molto sentita dalla popolazione. &#160; Dopo aver visitato il piccolo atelier gestito...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Cari amici,</p>
<p>il <strong>corso di Taglio e Cucito ideato ed allestito a beneficio delle donne del Campo Ainkawa 2</strong> procede spedito: visto il grande numero di iscrizioni per i prossimi corsi, tutto lascia pensare che anche in futuro sarà un’attività partecipata e molto sentita dalla popolazione.</p>
<p><span id="more-2261"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver visitato il piccolo atelier gestito dalla signora Kifaa Habib, in cui vengono creati abiti di ogni genere &#8211;  ma prevalentemente femminili e per giovani &#8211; , abbiamo incontrato le 7 donne che hanno partecipato alla prima sessione del corso avviato all’inizio del mese: è stato bello osservare <strong>gli sguardi sereni, talvolta addirittura felici, delle signore che mostravano il risultato del loro lavoro con le stoffe da noi procurate</strong> all’inizio dell’operazione.</p>
<p>L’obiettivo finale è quello di far acquisire alle partecipanti la manualità necessaria a marcare la stoffa, imbastire le pezze tagliate e lavorarle con la macchina per cucire. La copia cinese dell’antica macchina per cucire Singer, che era ben nota anche alla mia nonna, qui la fa da padrona per la sua semplicità e praticità d’uso: per quanto datata possa apparire, infatti, non manca un punto e permette di realizzare lavori di produzione propria da parte delle donne che la conoscono.</p>
<p>Imparare a cucire abiti è di per sé un’abilità manuale straordinaria, che nel contesto di Erbil acquisisce un valore ancora più profondo: i sorrisi delle donne che onorano il corso impegnandosi con costanza e dedizione ne rappresentano, in questo senso, la migliore testimonianza. Se poi la capacità permette loro di essere produttive anche per altri, avranno trovato nuovi approdi anche per il benessere della loro famiglia: nulla potrebbe descrivere meglio <strong>l’eccezionale valore della resilienza femminile</strong>.</p>
<p>La consegna della macchina per cucire, assegnata una volta giunti ai 2/3 del corso, premia l’assiduità di ogni partecipante permettendogli di mettere in pratica l’abilità acquisita anche per conto proprio, una volta tornate nei container. Abilità che verrà celebrata definitivamente nell’ultimo giorno del corso.</p>
<p>Forse non diventeranno produttrici di moda, ma magari saranno in grado di realizzare da sole ciò che ora comprano sui banchi sovraccarichi di abiti prodotti in Cina.</p>
<p>Un trofeo, quello della macchina per cucire, che, se e quando si potrà tornare, verrà portato a casa dalle vincitrici nel loro villaggio a Qarakosh: <strong>sarà il segno della generosità di FOCSIV, a cui va il sentito ringraziamento delle donne che partecipano e parteciperanno al corso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terry Dutto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-2268" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-1-1-300x168.jpg" alt="Swing course 1 (1)" width="242" height="136" />  <a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-31.jpg" rel="PrettyPhoto[2261]"><img class="alignnone  wp-image-2269" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-31-300x168.jpg" alt="Swing course 3[1]" width="245" height="136" /></a>  <a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-12.jpg" rel="PrettyPhoto[2261]"><img class="alignnone  wp-image-2271" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Swing-course-12-300x168.jpg" alt="Swing course 1[2]" width="245" height="137" /></a></p>
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		<title>Ora Mosul attende la nuova battaglia &#8211; Famiglia Cristiana</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Focsiv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#NonLasciamoliSoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ad agosto 2014 è iniziata la campagna FOCSIV &#8220;Emergenza Kurdistan&#8221;. Il dramma di migliaia di persone, costrette a fuggire dall&#8217;avanzata del sedicente Stato Islamico, spinse la nostra Federazione ad avviare una campagna che, in un virtuoso connubio tra operatività logistica ed empatia con la popolazione coinvolta, è stata in grado di supportare gli sfollati delle...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/ora-mosul-attende-la-nuova-battaglia-famiglia-cristiana/">Ora Mosul attende la nuova battaglia &#8211; Famiglia Cristiana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it">Emergenza KURDISTAN</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ad agosto 2014 è iniziata la campagna FOCSIV &#8220;Emergenza Kurdistan&#8221;</strong>. Il dramma di migliaia di persone, costrette a fuggire dall&#8217;avanzata del sedicente Stato Islamico, spinse la nostra Federazione ad avviare una campagna che, in un virtuoso connubio tra operatività logistica ed empatia con la popolazione coinvolta, è stata in grado di supportare gli sfollati delle zone attorno ad Erbil (nord dell&#8217;Iraq) con interventi di assistenza sanitaria, attività ludiche, reinserimento professionale.<br />
Falluja è stata strappata dalle mani dell&#8217;Isis, e ora <strong>il prossimo obiettivo è la liberazione di Mosul;</strong> se, come speriamo, l&#8217;intervento dell&#8217;esercito iracheno &#8211;  e della coalizione internazionale che lo sostiene &#8211; andrà a buon fine, <strong>il primo esito della liberazione sarà certamente un nuovo, imponente numero di sfollati in fuga da Mosul.</strong></p>
<p>Qui sotto il bell&#8217;articolo di <strong>Roberto Zichittella</strong> &#8211; Famiglia Cristiana &#8211; sulla stretta attualità del contesto del Kurdistan e sulle prospettive immediatamente future alla auspicabile liberazione di Mosul.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Articolo-Kurdistan.pdf" target="_blank">Famiglia Cristiana, N. 31 del 2016 &#8211; Roberto Zichittella: &#8220;Ora Mosul atte</a><a href="http://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/08/Articolo-Kurdistan.pdf" target="_blank">nde la nuova battaglia&#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/ora-mosul-attende-la-nuova-battaglia-famiglia-cristiana/">Ora Mosul attende la nuova battaglia &#8211; Famiglia Cristiana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it">Emergenza KURDISTAN</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>RIENTRARE A CASA? UNA SCELTA DIFFICILE</title>
		<link>http://emergenzakurdistan.focsiv.it/rientrare-a-casa-una-scelta-difficile/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 10:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
		<category><![CDATA[#NonLasciamoliSoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I nostri continui spostamenti da un’area all’altra del Paese ci permettono di cogliere, al di là dei dati ufficiali, la nuda realtà delle cose: saper interpretare i mutamenti del contesto sociale, amministrativo, politico e militare risulta indispensabile per intercettare ciò che le famiglie sfollate stanno vivendo in privato. Resta necessario conoscere ora per ora le...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri continui spostamenti da un’area all’altra del Paese ci permettono di cogliere, al di là dei dati ufficiali, la nuda realtà delle cose: saper interpretare <strong>i mutamenti del contesto sociale, amministrativo, politico e militare</strong> risulta indispensabile per intercettare ciò che le famiglie sfollate stanno vivendo in privato.</p>
<p>Resta necessario conoscere ora per ora le vicende, mai pienamente positive ma almeno rassicuranti, dell’<strong>attacco alla città di Mosul</strong>, che permetterebbe alle famiglie sfollate di tornare nelle aree da loro abitate fino all’agosto del 2014. È amaro constatare che <strong>si prevedono oltre 500.000 nuovi sfollati prima della fine dell’anno</strong>, cioè prima che l’attacco a Mosul dia i risultati positivi che gli sfollati attuali si aspettano.</p>
<p><span id="more-2207"></span></p>
<p>Vale la pena riportare <strong>alcune testimonianze</strong> raccolte nella società della Piana di Ninive, comprendente le città di Qarakosh, Bertalla e altre collocate nell’area amministrativa di Mosul; testimonianze molto diverse fra loro a seconda delle famiglie da cui provengono, o, per meglio dire, a seconda della diversa estrazione sociale di tali famiglie.</p>
<p>Da un <strong>capo famiglia</strong> che era <strong>membro del partito Baath</strong>, titolare di un’attività privata nel sistema sanitario, risulta chiara la <strong>volontà di rientrare a casa</strong>, nella certezza di poter ricostruire in pieno la propria personalità e la capacità di essere un elemento utile per la comunità intorno a sé. Questo nonostante la pressione di una parte della sua famiglia allargata che gli propone di andare via, verso una collocazione ignota in Australia o Nuova Zelanda.</p>
<p>Il pensiero di un altro <strong>giovane capo famiglia</strong>, che vende frutta e verdura aggirandosi col suo furgone tra le case di Ainkawa, è <strong>di segno esattamente opposto:</strong>”<em>….  In Qarakosh non ho casa, almeno qui ho un container con acqua, gabinetto e luce … gratis, per questo non tornerò.”</em></p>
<p><strong>Sono molte le famiglie che ancora non hanno chiara la scelta sul da farsi; </strong>chiedono<strong> </strong>rassicurazioni, supportate dal contesto internazionale, in molti casi comunque si tratta di capire se le case di questi sfollati sono ancora utilizzabili o se sono tra quelle distrutte o inagibili.</p>
<p>A queste titubanze si aggiunge la<strong> preoccupazione verso i vicini di casa di altre appartenenze religiose</strong>, che un tempo consideravano amici, mentre oggi sono motivo di paura e incertezza, tanto da abbandonare l&#8217;idea di tornare a casa.</p>
<p>Negli incontri con le famiglie avuti nei giorni di festività islamica della fine del Ramadan, abbiamo capito meglio anche <strong>le sensazioni delle famiglie</strong> recentemente spostate dal campo di stalli denominato ASHTY 1. Lo spostamento dal campo messo insieme nel novembre 2014, costruito con pannelli, è stato imposto verso case disponibili sul mercato con <strong>l’affitto assicurato dalla Chiesa Caldea almeno per un anno</strong>, ma con il limite della coabitazione di una famiglia per ogni stanza delle case affittate.</p>
<p>Un anno non può certo assicurare la completa stabilità, ma può permettere, alle migliaia di persone che ora versano in condizioni di grave incertezza, di ragionare meglio su cosa fare del proprio futuro; prospettiva ora ostacolata da un <strong>sentimento di precarietà</strong> che, anche psicologicamente, pesa come un macigno.</p>
<p>L’aggiornamento sulle attività sostenute e su quelle da proporre, o riproporre, rimane il punto fermo del nostro impegno qui; <strong>un impegno da affrontare giornalmente</strong>, consapevoli di imprevisti e variabili che, inevitabilmente, insorgono nella programmazione degli eventi. Intanto anche il trasferimento della nostra struttura costruita nell’asilo dell’area Ashty 1 procede, e presto sarà il luogo di <strong>nuove attività e prospettive a servizio della grande comunità del campo Ainkawa 2.</strong></p>
<p>Il campo di container Ainkawa 2 è ormai diventato <strong>una cittadina di 6.000 persone con negozi e servizi</strong>, ed è grande il fermento dei mestieri di ogni genere realizzati in estensioni estemporanee dei container.</p>
<p>La nostra presenza in questo campo è ormai una realtà consolidata; rilanciamo il ringraziamento ai nostri donatori non solo a nome delle famiglie del campo Ainkawa 2, ma anche di altre, esterne, con cui abbiamo instaurato rapporti costanti: sono anzitutto loro, grazie alla loro generosità, che rendono possibile costruire e rafforzare rapporti umani.</p>
<p>Terry</p>
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		<title>FESTA DI FINE ANNO NELL&#8217;ASILO DEL CENTRO SPERANZA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 07:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quelli di giugno e luglio sono stati giorni di grandi eventi nel piccolo mondo degli sfollati di Erbil; eventi che girano intorno alle iniziative gestite dalla FOCSIV, in favore dei bambini e delle loro famiglie. Si è da poco concluso il periodo del Ramadan, durante il quale la parte islamica della popolazione locale ha affrontato...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli di giugno e luglio sono stati giorni di grandi eventi nel piccolo mondo degli sfollati di Erbil; eventi che girano intorno alle iniziative gestite dalla FOCSIV, in favore dei bambini e delle loro famiglie.</p>
<p>Si è da poco concluso il periodo del Ramadan, durante il quale la parte islamica della popolazione locale ha affrontato il caldo torrido &#8211; 43°, con punte di 50° &#8211;  senza bere né mangiare. Anche se la pratica non ha coinvolto direttamente i cristiani, ha comunque condizionato in qualche modo la gestione delle attività comunitarie, ma non le nostre.</p>
<p><span id="more-2183"></span></p>
<p><strong>Giovedì 30 Giugno è stata la giornata conclusiva dell’intero anno di gestione del nostro Asilo nel Centro Speranza</strong>: il grande salone delle cerimonie del campo si è riempito dei 120 bambini dell’asilo, in un grande sfoggio di abitini eleganti ammirati sia dai familiari al seguito che dalle molte centinaia di amici che hanno partecipato a questo bel momento di condivisione.</p>
<p>Ogni classe, delle quattro che compongono l’Asilo, ha dato prova di abilità mostrando scene di musica e di grazia apprese nel corso della loro presenza nelle aule del Centro, con l’assistenza delle 8 maestre e delle ragazze che gestiscono la ricreazione pomeridiana per le bambine più grandi.</p>
<p>Una grande festa,  ai bambini che entreranno nella scuola primaria tra pochi mesi abbiamo scelto di fare un dono, una bambola per le bambine e un elicottero per i bambini, ci sembrava un momento importante, vederli felici non ha prezzo , un piccolo tassello alla conquista del loro diritto di vivere una vita normale e tranquilla.</p>
<p><strong>Gli sguardi, i sorrisi delle foto,  i diplomi mostrati con orgoglio, il primo, tangibile, segno di riconoscimento della crescita di questi nostri piccoli amici, che ci salutano al passaggio nel grande campo. </strong></p>
<p>Una festa che, per le maestre, ha segnato anche l’inizio di 15 giorni di vacanza, prima dell&#8217;arrivo dei nuovi bambini che entreranno nel Centro Speranza: una attività pre-scolastica che ha ottenuto la piena approvazione da diversi settori della comunità locale, ufficiale e non.</p>
<p><strong>Venerdì sera, invece,  circa 300 bambini hanno assistito allo spettacolo di Marco il Clown</strong>, un giovane Salesiano di “Un Ponte Per..” , che si è esibito nel nostro Centro Speranza.</p>
<p>Marco ha portato la magia in giro per Erbil, una magia che si è ripetuta sabato, con un numero ancora più alto di piccoli spettatori e con nuovi sketch: sparizioni e ritrovamenti, oggetti che spuntano fuori dal cappello, e tante altre magie.</p>
<p>È stato il successo della semplicità delle cose, quelle che servono per dare momenti di serenità ai bambini, facendo far loro ciò che gli viene naturale: giocare e divertirsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/Giovedì-30-06-16-2.jpg" rel="PrettyPhoto[2183]"><img class="alignnone  wp-image-2193" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/Giovedì-30-06-16-2-300x225.jpg" alt="Giovedì 30-06-16-- (2)" width="219" height="165" /></a>   <a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/Giovedì-30-06-16-5.jpg" rel="PrettyPhoto[2183]"><img class="alignnone  wp-image-2194" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/Giovedì-30-06-16-5-300x225.jpg" alt="Giovedì 30-06-16-- (5)" width="220" height="166" /></a>   <img class="" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/SABATO02lUGLIO-300x168.jpg" alt="SABATO02lUGLIO" width="296" height="166" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuove forniture medico-sanitarie e i progressi dei nostri ragazzi di Taekwondo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 10:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Come prima notizia, è mio piacere aggiornarvi circa le nuove forniture che stiamo allestendo per la Clinica Mar Shimooni, che ha assunto la definizione di NGO con il nuovo nome “H.N.R.O – Humanitarian Ninewa Relief Organization”. Tramite il progetto Giubilare di Caritas Italiana, è stato possibile acquisire due nuovi strumenti per il Laboratorio della clinica:...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come prima notizia, è mio piacere aggiornarvi circa le nuove forniture che stiamo allestendo per la <strong>Clinica Mar Shimooni,</strong> che ha assunto la definizione di NGO con il nuovo nome “<strong>H.N.R.O – Humanitarian Ninewa Relief Organization</strong>”.</p>
<p><span id="more-2177"></span></p>
<p>Tramite il progetto Giubilare di <strong>Caritas Italiana</strong>, è stato possibile acquisire due nuovi strumenti per il Laboratorio della clinica: una centrifuga per PCV ematocrito e un miscelatore, che si aggiungono alle altre strumentazioni che già abbiamo consegnato: nebulizzatori, controllo del glucosio, sfigmomanometri, termometro laser, siringhe per pulizia delle orecchie, sedie a rotelle, walkers e l’elettrocardiografo a 12 connessioni.</p>
<p>Appena arriverà la lista dei medicinali per i pazienti cronici imposteremo la fornitura di quanto richiesto almeno fino al totale reso disponibile da <strong>ISCOS</strong>, che ringraziamo anticipatamente.</p>
<p>Inoltre, il contributo per la distribuzione del cibo nella città di <strong>Kirkuk, </strong>donato da ISCOS, è stato avviato e sarà seguito dal mese successivo.</p>
<p>Intanto, per molti sfollati in <strong>Erbil</strong>, sta iniziando il nuovo trasferimento imposto dalle condizioni che cambiano per le località in cui sono stati allestiti gli alloggi fin dall’Agosto del 2014. Infatti, i proprietari delle aree occupate stanno provando a rientrare in possesso delle loro proprietà, per cui, ogni cosa che è stata consolidata nelle località ad oggi usate dagli sfollati, diventano argomenti da eliminare.</p>
<p>Una nuova odissea per le famiglie, che devono spostarsi in nuovi ambienti senza conoscere i propri vicini o coabitanti delle case affittate dalla <strong>Chiesa Caldea</strong>. Nuovi momenti di tensione.</p>
<p>Si sentono i rapporti dell’attività militare al fronte. La migliore è l’entrata dell’esercito Iracheno in <strong>Falluja</strong>, sperando che venga mantenuta la posizione e si possa cominciare la liberazione delle persone bloccate dall’ISIS. Anche in altre località le attività belliche sono di diverso genere: bombardamenti occidentali, scontri armati tra piccole milizie, attacchi con prese di villaggi in una direzione, perdita di villaggi per i contrattacchi ISIS in altre direzioni e una lista di morti e feriti al seguito delle notizie.</p>
<p>Abbiamo incontrato il responsabile della <strong>Chiesa Siriaca, </strong>riferimento per centinaia di famiglie, per cercare di coordinarci e seguire anche questa categoria di sfollati, in genere non visti dalle istituzioni internazionali in quanto fuori da i campi riconosciuti.</p>
<p>Prossimamente, ci incontreremo con la responsabile del <strong>WFP</strong> che ci vuole ragguagliare circa le disponibilità della sua Organizzazione, speriamo di poter ottenere dei benefici per gli sfollati nel grande campo <strong>Ainkawa 2</strong> dove opera il nostro <strong>Centro Speranza</strong> e per le altre migliaia di sfollati che seguiamo nei campi in cui facciamo le distribuzioni a favore degli infanti.</p>
<p>Sono stati distribuiti anche i certificati del corso di <strong><em>Taekwondo </em></strong>che continuerà con il gruppo di bambini che costantemente partecipano alle lezioni. Una delle necessità restano le divise estive per i ragazzi del taekwondo e le magliette per le squadre di calcio.<br />
Qui il caldo comincia a farsi sentire, si arriva ormai a 37 gradi in attesa dei prossimi 50.</p>
<p>Come già comunicato, ogni cosa si modifica man mano che i giorni passano, senza però vedere alcuna remissione delle difficoltà per gli sfollati già assistiti. Anzi, sono in aumento in modo esponenziale il numero dei nuovi arrivi di persone che fuggono dagli scontri e dai bombardamenti che si susseguono tra le milizie in diversi campi di battaglia: Makhmur, Falluja, Ramadi, SInjar, Salah Ad In, Ambar, Bagdad.</p>
<p>Un affettuoso saluto,</p>
<p>Terry</p>
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		<title>CASINI VISITA IL CENTRO SPERANZA</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 11:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica scorsa, è stata segnata dalla visita dell’Onorevole Casini e di due Senatori della Repubblica Italiana, Campagna e Pietrangeli; sono momenti importanti per i nostri bambini, un riconoscimento del loro impegno durante il corso dell&#8217;anno, un momento di festa, ma quello che ricevono non è nulla rispetto a quello che sono in grado di donare,...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa, è stata segnata dalla visita dell’Onorevole Casini e di due Senatori della Repubblica Italiana, Campagna e Pietrangeli; sono momenti importanti per i nostri bambini, un riconoscimento del loro impegno durante il corso dell&#8217;anno, un momento di festa, ma quello che ricevono non è nulla rispetto a quello che sono in grado di donare, una lezione di dignità di forza in questi piccoli uomini e donne che grida la loro voglia di speranza, il diritto di poter immaginare il futuro che nessun bambino dovrebbe vedersi negato.</p>
<p><span id="more-2166"></span></p>
<p>I bambini e le bambine dell’asilo &#8211; che hanno mostrato  loro una coreografia &#8211; e il gruppo di taekwondo, hanno stupito i presenti strappandogli un sorriso sincero denso di ammirazione.</p>
<p>Nella messa solenne pomeridiana Mons. Luis Sako, Patriarca della Chiesa Caldea nel mondo, ha commentato in italiano le parti significative della messa in lingua Aramaica, per rendere omaggio alla illustre presenza italiana.</p>
<p>Se la presenza degli ospiti ha reso la giornata emozionante, al di fuori delle cerimonie c’è, purtroppo, poco da gioire. Intorno a noi, infatti, la tensione non accenna a diminuire, col progredire dei diversi scontri armati intorno alla regione autonoma del Kurdistan.</p>
<p>La notizia della liberazione della città di Falluja, la prima occupata dalle milizie ISIS, è recepita con un certo scetticismo; c’è da capire chi può essere entrato nella città, cosa potrà essere rimasto nelle case non distrutte, quali saranno le possibilità di rientro per centinaia di migliaia di persone che hanno perso tutto in questo ultimo mese, costrette ad abbandonare le proprie case.</p>
<p>Seguiamo lo sviluppo degli attacchi a Mosul, la speranza di liberazione, coincide con il fatto reale e concreto che nel campo di Dibaga ieri si è arrivati a contare oltre 12.000 sfollati su una capienza di 5.000 persone. Un’umanità da proteggere dai 43 gradi all’ombra di un sole cocente, donne e bambini cui distribuire cibo, centinaia di persone in arrivo ogni giorno. Malati e anziani in molti casi sono stati lasciati nelle case semivuote, perché non sarebbero sopravvissuti alla fuga.</p>
<p>A Mosul vivono ancora oltre 1,5 milioni di persone e si prevede che, se si arriva alla città con i mezzi armati e i bombardamenti di copertura, gli sfollati non saranno meno di mezzo milione.</p>
<p>Il nostro lavoro prosegue all’interno del Centro Speranza, che cerchiamo di mantenere come un’oasi di serenità per i bambini e le loro famigli; in questi giorni stiamo preparando i certificati per chi ha trascorso un anno con noi. Continueremo con i corsi di avviamento al lavoro: per le donne lezioni di taglio e creazione di abiti, per gli uomini un’officina in cui imparare il lavoro di saldatura.</p>
<p>Nel grande campo dei 1000 container, diventati recentemente oltre 1100, si sta creando un’area verde tra il grigiore dei container e delle strade, uno spazio a misura d’uomo in un contesto che non concede prospettive a chi non ha risorse, vittima di coloro che spazzano via ogni tentativo di riportare la pace.</p>

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		<title>Aggiornamento da Dibaga: il campo che da speranza a 7.000 sfollati</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 09:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cari Amici, La sensazione più intensa che si percepisce, è il duplice senso dell’immobilità: da una parte, la pesante aria surriscaldata dell’estate con gli effetti del Ramadan che attutisce tutti i sensi, dall&#8217;altra la continua variabilità degli eventi che succedono intorno a noi. Viviamo con, e siamo parte di, una società che sta man mano...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici,</p>
<p>La sensazione più intensa che si percepisce, è il duplice senso dell’immobilità: da una parte, la pesante aria surriscaldata dell’estate con gli effetti del Ramadan che attutisce tutti i sensi, dall&#8217;altra la continua variabilità degli eventi che succedono intorno a noi.</p>
<p><span id="more-2157"></span></p>
<p>Viviamo con, e siamo parte di, una società che sta man mano assumendo una sua nuova caratteristica, andando incontro a sempre nuovi motivi di angoscia e tensione.</p>
<p>Due giorni fa abbiamo distribuito centinaia di pannolini e decine di lattine di latte in polvere agli infanti e bambini che si trovano nel campo sfollati di <strong>Dibaga</strong>.<br />
Il campo è stato installato recentemente e raccoglie, sotto capannoni in plastica, i fuggiaschi dall&#8217;area di Makhmur, dove si stanno svolgendo gli scontri contro le milizie Daesh per raggiungere la città di Mosul. Uno scontro cruento che lascia vittime da entrambe le fazioni, senza consistenti conquiste o perdite di terreno da parte delle armate.</p>
<p>Solo nella scorsa settimana, il campo sfollati ancora in allestimento di Dibaga, è stato raggiunto da 1700 persone, le quali hanno occupato tutti i posti disponibili, superando così, di ben 3 volte, le capacità predisposte: 600 nuovi posti disponibili, 1700 le persone arrivate in pochi giorni, 70 famiglie in una notte soltanto. In tutto i presenti sono ormai oltre 7.000.</p>
<p>Il tutto è frutto della paura e degli sconvolgimenti che i bombardamenti stanno provocando in questa zona, in attesa di avere qualche avanzata sensibile verso Mosul.</p>
<p>Nell’area di Falluja le condizioni risultano ancora peggiori, soprattutto per l’assenza di aiuti vista la pericolosità dell’area. Anche qui si attendono decine di migliaia di sfollati quando la città sarà aperta.<br />
Ad oggi, ciò che si registra, sono casi di persone che, nel tentativo di attraversare il fiume con mezzi di fortuna, perdono le vita e di molte altre vittime che vengono eliminate prima che possano sfuggire dall&#8217;area controllata dalle milizie <em>ISIS</em> asserragliate nella città, nascoste in tunnel e in aree che permettono il controllo dei fuggiaschi.</p>
<p>Le foto allegate commentano silenziose la distribuzione realizzata a Dibaga il 9 Giugno scorso, ma possono dare solo una parte della commozione: si tratta di giovani donne silenziose vestite tutte di nero, sotto il sole che ora tocca i 36 gradi. Ognuna tiene in mano la scheda della propria famiglia che, assegnata all&#8217;arrivo nel campo, garantisce la corretta distribuzione a chi ha la necessità.</p>
<p>Durerà poco il nostro contributo, sostenuto dalla grande generosità di chi ci permette, ormai da due anni, di essere presenti in questi luoghi di guerra, ma certamente ha creato qualche senso dell’attenzione che rappresentiamo nei confronti di chi ogni giorno cerca, nel futuro, una speranza nuova.</p>
<p>Un caro saluto.</p>
<p>Terry</p>
<p>&nbsp;</p>
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