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	<title>Emergenza KURDISTAN &#187; Senza categoria</title>
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		<title>CASINI VISITA IL CENTRO SPERANZA</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 11:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[#NonLasciamoliSoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Domenica scorsa, è stata segnata dalla visita dell’Onorevole Casini e di due Senatori della Repubblica Italiana, Campagna e Pietrangeli; sono momenti importanti per i nostri bambini, un riconoscimento del loro impegno durante il corso dell&#8217;anno, un momento di festa, ma quello che ricevono non è nulla rispetto a quello che sono in grado di donare,...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa, è stata segnata dalla visita dell’Onorevole Casini e di due Senatori della Repubblica Italiana, Campagna e Pietrangeli; sono momenti importanti per i nostri bambini, un riconoscimento del loro impegno durante il corso dell&#8217;anno, un momento di festa, ma quello che ricevono non è nulla rispetto a quello che sono in grado di donare, una lezione di dignità di forza in questi piccoli uomini e donne che grida la loro voglia di speranza, il diritto di poter immaginare il futuro che nessun bambino dovrebbe vedersi negato.</p>
<p><span id="more-2166"></span></p>
<p>I bambini e le bambine dell’asilo &#8211; che hanno mostrato  loro una coreografia &#8211; e il gruppo di taekwondo, hanno stupito i presenti strappandogli un sorriso sincero denso di ammirazione.</p>
<p>Nella messa solenne pomeridiana Mons. Luis Sako, Patriarca della Chiesa Caldea nel mondo, ha commentato in italiano le parti significative della messa in lingua Aramaica, per rendere omaggio alla illustre presenza italiana.</p>
<p>Se la presenza degli ospiti ha reso la giornata emozionante, al di fuori delle cerimonie c’è, purtroppo, poco da gioire. Intorno a noi, infatti, la tensione non accenna a diminuire, col progredire dei diversi scontri armati intorno alla regione autonoma del Kurdistan.</p>
<p>La notizia della liberazione della città di Falluja, la prima occupata dalle milizie ISIS, è recepita con un certo scetticismo; c’è da capire chi può essere entrato nella città, cosa potrà essere rimasto nelle case non distrutte, quali saranno le possibilità di rientro per centinaia di migliaia di persone che hanno perso tutto in questo ultimo mese, costrette ad abbandonare le proprie case.</p>
<p>Seguiamo lo sviluppo degli attacchi a Mosul, la speranza di liberazione, coincide con il fatto reale e concreto che nel campo di Dibaga ieri si è arrivati a contare oltre 12.000 sfollati su una capienza di 5.000 persone. Un’umanità da proteggere dai 43 gradi all’ombra di un sole cocente, donne e bambini cui distribuire cibo, centinaia di persone in arrivo ogni giorno. Malati e anziani in molti casi sono stati lasciati nelle case semivuote, perché non sarebbero sopravvissuti alla fuga.</p>
<p>A Mosul vivono ancora oltre 1,5 milioni di persone e si prevede che, se si arriva alla città con i mezzi armati e i bombardamenti di copertura, gli sfollati non saranno meno di mezzo milione.</p>
<p>Il nostro lavoro prosegue all’interno del Centro Speranza, che cerchiamo di mantenere come un’oasi di serenità per i bambini e le loro famigli; in questi giorni stiamo preparando i certificati per chi ha trascorso un anno con noi. Continueremo con i corsi di avviamento al lavoro: per le donne lezioni di taglio e creazione di abiti, per gli uomini un’officina in cui imparare il lavoro di saldatura.</p>
<p>Nel grande campo dei 1000 container, diventati recentemente oltre 1100, si sta creando un’area verde tra il grigiore dei container e delle strade, uno spazio a misura d’uomo in un contesto che non concede prospettive a chi non ha risorse, vittima di coloro che spazzano via ogni tentativo di riportare la pace.</p>

<a rel="prettyPhoto[flexslider]" href='http://emergenzakurdistan.focsiv.it/casini-visita-il-centro-speranza/casini/'><img width="150" height="150" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/casini-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="casini" /></a>
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<a rel="prettyPhoto[flexslider]" href='http://emergenzakurdistan.focsiv.it/casini-visita-il-centro-speranza/on-casini-in-centrosperanza/'><img width="150" height="150" src="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/07/On.Casini-in-CentroSperanza-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="On.Casini in CentroSperanza" /></a>

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		<title>Kurdistan. In missione per i ragazzi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 16:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Due giovani psicologhe dell’ateneo e uno studente di Scienze motorie sono nel campo “Ankawa 2”, vicino a Erbil, a promuovere resilienza attraverso attività creativo-espressive e sportive per i bambini. Un segno di speranza tra gli orrori del Medioriente. Leggi l&#8217;articolo completo al link.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Due giovani psicologhe dell’ateneo e uno studente di Scienze motorie sono nel campo “Ankawa 2”, vicino a Erbil, a promuovere resilienza attraverso attività creativo-espressive e sportive per i bambini. Un segno di speranza tra gli orrori del Medioriente.</p>
<p><span id="more-2046"></span>Leggi l&#8217;articolo completo al <a href="http://www.cattolicanews.it/in-kurdistan-a-portare-resilienza-tra-i-profughi?utm_term=21032+-+http%3A%2F%2Fwww.cattolicanews.it%2Fin-kurdistan-a-portare-resilienza-tra-i-profughi">link</a>.</p>
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		<title>AVVENIRE &#8211; Kurdistan, continua l’aiuto ai profughi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 09:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La morsa del gelo è arrivata puntuale a Erbil e in tutto il Kurdistan e ora sembra paralizzare anche la speranza. L’8 gennaio una vera tempesta ha imbiancato tutto fino alle montagne di Dohuk, lasciando fuori dal capoluogo iracheno neve e ghiaccio. L’ultimo rapporto dell’Ocha, l’ufficio per le emergenze umanitarie dell’Onu, mentre elenca gli esiti...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="main-subtitle"><span class="Fid_1">La morsa del gelo è arrivata puntuale a Erbil e in tutto il Kurdistan e ora sembra paralizzare anche la speranza. L’8 gennaio una vera tempesta ha imbiancato tutto fino alle montagne di Dohuk, lasciando fuori dal capoluogo iracheno neve e ghiaccio. L’ultimo rapporto dell’Ocha, l’ufficio per le emergenze umanitarie dell’Onu, mentre elenca gli esiti di un piano per l’inverno – la “winterizzazione” discussa in interminabili riunioni di</span><span class="Fid_1"> coordinamento – dimostra pure la mancanza di risorse e tempo per garantire il minimo necessario per gli oltre 2 milioni di profughi in Iraq, più della metà nel Kurdistan iracheno. Da ottobre sono state distribuiti in tutto l’Iraq 200mila set di abiti invernali in più di 100 località impervie e nelle ultime settimane nel governatorato di Erbil 1.200 giacconi per bambini.</span></p>
<p class="main-subtitle"><span id="more-1599"></span></p>
<p class="abody"><span class="Fid_1">«Questi sono risultati importanti, ma del tutto insufficienti rispetto all’enorme numero di bambini e di famiglie le cui vite sono devastate ogni giorno dal protrarsi di questo terribile conflitto», ammette Maria Calivis, direttore Unicef per il Medio Oriente. Una affermazione che non solo per la sua organizzazione. A tutte le famiglie rifugiate nel governatorato di Dohuk è stato versato un sussidio di 250 dollari per rispondere alle prime urgenze, mentre il kerosene e le stufe restano</span><span class="Fid_1"> al momento la necessità più grande. Proprio oggi alla sede dell’Onu di Erbil è convocata una riunione per reimpostare l’organizzazione dei campi profughi. Un intervento non solo di supporto, ma pienamente strutturale per far passare l’inverno ad Ankawa Mall e negli altri nove campi raccolta dove opera direttamente Focsiv: «Le prime vittime sono gli anziani con disturbi dovuti all’età e alle difficoltà di vivere da oltre sei mesi in condizioni precarie, e i minori, soprattutto quelli nati sotto le stende o negli stalli dei campi di raccolta», afferma Terry Dutto direttore del progetto «Emergenza Kurdistan» della Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario.</span></p>
<p class="abody"><span class="Fid_1">La sottoscrizione promossa da Focsiv e</span> Avvenire<span class="Fid_1"> ha raggiunto in settimana i 217mila euro, avvicinando di molto il nuovo obiettivo di 260mila euro. Una commovente generosità popolare, che</span><span class="Fid_1"> sosterrà un lavoro umanitario ogni giorno più pressante. E iniziare a ricostruire un futuro. Con il 32% di sfollati ancora in abitazioni o ripari inadeguate e un piano di winterizzazione pieno di falle, non c’è da sorprendersi che più del 30 per cento della popolazione sia affetta da infezioni respiratorie.</span></p>
<p class="abody"><span class="Fid_1">«L’ambulatorio presso Ankawa Mall opera con medici volontari locali fornendo oltre 70 visite al giorno e si dichiara in grave carenza di medicine. Proveremo a soddisfare almeno qualche richiesta ». I farmaci si aggiungono ora alla distribuzione già in atto di kit igienico-sanitari per donne e bambini e al latte in polvere. Contro il freddo, oltre alla coperte e ai giacconi, il team Focsiv probabilmente dovrà anche pensare a stufe e a carburante. Ma questa è solo l’emergenza del presente, anche se l’annuncio del Pam di dover ridurre il sussidio alimentare di base a soli 25 dollari al mese per sfollato e di poterlo sostenere solo fino a febbraio, è come un incubo. Mentre si lotta per superare l’inverno e assicurare almeno il cibo fino a primavera, si devono dare risposte concrete «al senso di smarrimento delle persone che si chiedono cosa avverrà di loro». Per questo, continua Terry Dutto, si deve «impostare e favorire l’aggregazione dei giovani per momenti di recupero scolastico e tentare di essere propositivi nel processo di integrazione degli sfollati che sono in grado di lavorare ».</span></p>
<p class="abody"><span class="Fid_1">Necessaria la collaborazione tra le diverse componenti della società locale anche per «trovare motivi comuni di convivenza con le comunità degli sfollati presenti in città». Un processo più che mai necessario nel medio-lungo periodo visto che sono imprevedibili i tempi della permanenza degli sfollati: «Una situazione che non può essere trattata con gli strumenti di una emergenza tradizionale con tempi più o meno definibili». Impossibile prevedere il rientro a casa, ma la permanenza in Kurdistan, che si può supporre di anni, deve essere sostenibile sia per chi è fuggito sia per chi accoglie. «Rispetto ad altre emergenza, vi è pure la una molteplice appartenenza sociale, linguistica e religiosa delle persone, che non si riscontra altrove». Il futuro del Kurdistan non può attendere.</span></p>
<p class="abody">LUCA GERONICO</p>
<p class="quote">Terry Dutto: non si può operare come in una crisi tradizionale. È impossibile prevedere il rientro degli sfollati e ci si confronta con una molteplicità linguistica e religiosa che non si riscontra altrove</p>
<p><img style="margin: 0px; padding: 0px; position: relative; left: 10px; top: 8px; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff;" src="http://chsrv03.newsmemory.com/nm_archive/vol1/italy/avvenire/2015/01/20150118/p151801mon1.pdf.0/img/Image_4.jpg" alt="" width="221" height="127" /></p>
<p class="abody"><span class="Fid_12">Profughi in un rifugio di fortuna a Erbil</span></p>
<p><img style="margin: 0px; padding: 0px; position: relative; left: 10px; top: 8px; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff;" src="http://chsrv03.newsmemory.com/nm_archive/vol1/italy/avvenire/2015/01/20150118/p151801mon1.pdf.0/img/Image_0.jpg" alt="" width="317" height="361" /></p>
<p class="abody">IL FREDDO</p>
<p class="abody"><span class="Fid_21">Sfollati yazidi in Kurdisan preparano il pane all’aperto nella zona di Dohuk</span></p>
<p class="abody"><a href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/wp-content/uploads/2015/02/a15_avvenire.pdf" target="_blank">Leggi la pagina di Avvenire</a></p>
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		<title>La sofferenza condivisa colpisce i rapporti tra le persone</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 08:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Terry Dutto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti da Erbil]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Oggi, sabato 22 novembre, nella Ankawa Mall manca la luce da ieri sera. La gente da stamattina é disperata, anche l’acqua non arriva più, quella calda quasi mai e non dappertutto, ma neppure quella fredda perché la pompa non funziona. Ci sono due grandi generatori sulla strada, ma non funzionano e non si sa perché....</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, sabato 22 novembre, nella Ankawa Mall manca la luce da ieri sera. La gente da stamattina é disperata, anche l’acqua non arriva più, quella calda quasi mai e non dappertutto, ma neppure quella fredda perché la pompa non funziona. Ci sono due grandi generatori sulla strada, ma non funzionano e non si sa perché.</p>
<p><span id="more-1324"></span></p>
<p>Ieri, venerdì i servizi tradizionali del trasporto acqua non funzionavano, festa settimanale! Oggi è la nuova pesante disperazione di 380 famiglie, più di 1600 persone di ogni età e in tutte le pessime condizioni  ipotizzabili, che vivono come fossero in una torre, a tre piani, nella struttura di cemento grezzo, non finito. La temperatura è sotto i 20 gradi C, il cielo è scuro, piove già da ore, il meteo prevedeva la neve sulle montagne al confine della Turchia e dell’Iran.</p>
<p>Il nostro impegno per far sentire meglio le persone, con un piccolo programma di ricreazione con la musica e i canti dei bambini che rispondono sorridendo, quasi non riesce più, anche solo temporaneamente, a dare una spinta verso la speranza che le cose cambino nel più breve tempo possibile.</p>
<p>E sui fronti della guerra sono scontri brutali, in certi casi all’arma bianca. Si ha notizia di efferatezze anche su anziani capi di tribù arabe sunnite, che non si sono adattati alle imposizioni brutali a cui sono stati sottoposti dalle milizie ISIS. In quelle zone lo scontro si fa cruento. Ogni giorno esecuzioni a freddo, che ormai non fanno più notizia, pare siano vittime del meteo avverso, la vita a prezzo zero.</p>
<p>Per spostare l’attenzione dai fronti sui quali le milizie ISIS stanno perdendo colpi, senza però essere eliminate, le milizie islamiche costruiscono fatti nuovi e l&#8217;autobomba di due giorni fa in Erbil, nel centro della città, ne è la prova e le vittime sono l’esca brutale per lo scambio.</p>
<p>Oggi poi é stata lanciata un’altra brutalità mediatica. La preparazione al tagliamento di testa di un altro prigioniero inglese, giovane, e senza colpa se non essere parte di una nemico da eliminare in prime-time per combattere la guerra mediatica moderna.</p>
<p>La gente, nei campi degli sfollati e dei profughi, ovvero le località come la Ankawa Mall e tante altre località che ospitano gente venuta qui per fuggire alla morte, sta regredendo sul piano della resilienza alla tremenda frustrazione che è vivere in queste condizioni.</p>
<p>I servizi comunitari di pulizia dei luoghi comuni, la gestione delle aree adibite a lavaggi e servizi igienici mancano o sono carenti perché non possono essere coperti da azioni volontarie, nessuno é nella forma mentale di mettersi a disposizione.  La credibilità non é data più a nessuno, per nessun motivo e se si può si deve afferrare ogni cosa che è in distribuzione perché si sa che gli ultimi arrivati non sono beati &#8230;.  perché non hanno i primi onesti.</p>
<p>I rapporti tra i bambini si fanno sempre più aggressivi, si cerca di sopraffare. Il più forte deve prevalere.  Tra le persone adulte i rapporti stanno diventando sempre più difficili.</p>
<p>Le distribuzioni senza pianificazioni solide e controllate al dettaglio provocano gelosie pesanti per motivi che in altri casi normali sono considerati futili, ma in condizioni di sopravvivenza possono diventare motivi di rissa.  Questo perché vivere sapendo di avere una coperta in più quando serve crea un senso di sufficienza. Poter mettere un pacco di roba ammonticchiata sulla pila di materassini che saranno distribuiti sul pavimento per la notte, per fare posto alle 10 persone abitanti dello stallo diviso dal lenzuolo colorato, da il senso del raggiungimento di un obiettivo.</p>
<p>E la notte non é silenziosa. Molti anziani informano che la notte, ad ogni ora fino all’alba, alcuni uomini che possono ancora comprare la birra vanno in escandescenze con urla tipiche del loro stato e rumori di ogni genere.</p>
<p>Se poi il mattino non c’é la luce non importa molto perché nello stallo senza finestre é sempre buio pesto, ma dormire diventa un problema.</p>
<p>Si parla di resilienza come qualità umana che bisogna curare, alimentare, migliorare con azioni e interventi che diano almeno la sensazione che dal nulla che esiste intorno qualcuno può risolvere almeno i problemi più immediati del sopravvivere. Ma senza luce, senza acqua neppure quella fredda, nel buio e nello scuro notte e giorno non é proprio vita.</p>
<p>Cosa fare? Ci si chiede. Certo portare servizi, portare pacchi, portare il gas, far giocare i bambini, ma non basta più. Bisogna tentare qualcosa che dia BAGLIORI DI SPERANZA, una visione che faccia vedere la luce in fondo al tunnel.</p>
<p>Ma come? Ci si chiede, parlando con queste persone, quelle che hanno l’ardore di venire a dirti ogni cosa, anche se non sanno chi sei. La lista si snoda su argomenti che vanno dal cibo, al freddo, al latte, al gas &#8230; per finire sempre “quando torniamo ? ” &#8230; ancora é così. E ti senti impotente. Vorresti sparire dalla faccia della terra. Ti senti un privilegiato per nessun motivo pratico e non puoi essere buono per tutto quanto serve, ti senti inutile.</p>
<p>Si, ogni giorno questa è la ginnastica mentale da cui devi sempre recuperare il tuo equilibrio e le forze per il giorno dopo, per impostare le cose possibili con la necessaria freddezza della organizzazione degli eventi.</p>
<p>Ma certo puoi comprare i pannolini per i bambini e le mamme, i giacconi per gli uomini, i maglioni, il latte in polvere per gli infanti e i pannoloni per gli adulti anziani o incontinenti, ma come si fa a costruire un minimo di speranza per questa immensa umanità in sofferenza?.</p>
<p>Si presentano specialmente le donne, con le loro facce, dal viso sconsolato, le lacrime trattenute, molte in attesa dell’evento del prossimo nascituro, con tanti bambini intorno, che o sorridono con occhi vispissimi o piangono anche loro &#8230; per qualche insoddisfazione che non sarà soddisfatta.</p>
<p>E’ sofferenza condivisa, ma vissuta da posizione privilegiata e se ne sente pesantemente il peso, senza avere risposte costruttive per ricomporre l’autostima in persone che hanno perso il senso, il piacere, dell’essere in pace con tutti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/sofferenza-condivisa-colpisce-i-rapporti/">La sofferenza condivisa colpisce i rapporti tra le persone</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it">Emergenza KURDISTAN</a>.</p>
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		<title>ANIMA PER IL SOCIALE NEI VALORI D&#8217;IMPRESA &#8211; FOCSIV: “EMERGENZA KURDISTAN: Non lasciamoli soli”</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 10:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Roma, 20 ottobre 2014. Fuggono dal massacro, sono scampati a un probabile genocidio: sono un milione e 800mila gli sfollati in tutto il Kurdistan iracheno (5 milioni di abitanti), 156mila gli sfollati nella sola Erbil. FOCSIV: “EMERGENZA KURDISTAN: NON LASCIAMOLI SOLI”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it/anima-per-il-sociale-nei-valori-dimpresa-focsiv-emergenza-kurdistan-non-lasciamoli-soli/">ANIMA PER IL SOCIALE NEI VALORI D&#8217;IMPRESA &#8211; FOCSIV: “EMERGENZA KURDISTAN: Non lasciamoli soli”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://emergenzakurdistan.focsiv.it">Emergenza KURDISTAN</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 20 ottobre 2014. Fuggono dal massacro, sono scampati a un probabile genocidio: sono un milione e 800mila gli sfollati in tutto il Kurdistan iracheno (5 milioni di abitanti), 156mila gli sfollati nella sola Erbil.<span id="more-1153"></span></p>
<p><a href="http://www.animaroma.it/web/index.asp?docSel=430" target="_blank"><b><span class="titoloArancio">FOCSIV: “EMERGENZA KURDISTAN: NON LASCIAMOLI SOLI”</span></b></a></p>
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		<title>TV2000 &#8211; Iraq, popolazioni ancora in fuga. L&#8217;intervista da Erbil a Terry Dutto, volontario Focsiv</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2014 09:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Durante la preghiera dei fedeli, questa mattina, a Seoul, Francesco ha invitato a pregare per il cardinale Filoni, inviato da lui in Iraq e per le popolazioni di una terra martoriata da una guerra che non sembra trovare vie per la pace, come ci racconta Federico Plotti. Ai nostri microfoni anche la testimonianza di chi...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la preghiera dei fedeli, questa mattina, a Seoul, Francesco ha invitato a pregare per il cardinale Filoni, inviato da lui in Iraq e per le popolazioni di una terra martoriata da una guerra che non sembra trovare vie per la pace, come ci racconta Federico Plotti. Ai nostri microfoni anche la testimonianza di chi quotidianamente soccorre rifugiati e sfollati, l’ha raccolta Daniele Bungaro.<span id="more-1037"></span></p>
<p>&nbsp;<br />
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